La storia costituzionale europea inizia con l’Assemblea costituente francese del 1789, per poi acquistare nuovo vigore nel secondo dopoguerra sino ad arrivare alla ratifica del Trattato di Lisbona: un risultato importante, tuttavia non adeguato ad affrontare le sfide di questo nuovo secolo. Per unire un’Europa politicamente sempre più divisa può essere utile recuperare l’idea del “federalismo costituzionale†teorizzato da Altiero Spinelli.
I diritti degli stranieri, proclamati solennemente dal diritto internazionale e dalle Costituzioni, sono oggi quotidianamente violati. Ciò vale ancor più per l’ordinamento italiano, connotato dalla limitazione dei diritti e delle garanzie e dal ricorso, anche simbolico, alla sanzione penale, in particolare a partire dalla legge 189/02, la cosiddetta Bossi-Fini.
La Costituzione e Montesquieu dimezzato di Cesare Pinelli
Governo versus Parlamento di Michela Manetti
Divisione dei poteri e ruolo delle istituzioni di garanzia di Luciano Violante
Centralità del Parlamento o centralità del governo? di Emanuele Rossi
Governabilità , rappresentanza, democrazia di Oreste Massari
L’ascesa dell’esecutivo monocratico di Mauro Calise
La rappresentanza degli interessi e l’ipertrofia degli esecutivi di Gianmario Demuro
L’evoluzione del ruolo dei presidenti di Assemblea: ancora “uomini della Costituzione� di Nicola Lupo
Quale Stato di diritto? di Antonio Ingroia
I rapporti tra i poteri dello Stato e l’espansione del giudiziario di Giovanni Di Cagno
La “presa†del governo sul sistema televisivo di Filippo Donati
Media e potere: l’anomalia italiana di Massimo Giannini
L’India: strategie di politica estera e prospettive di crescita di Antonio Armellini
Unione europea e India: un ritardo da colmare di Gareth Price
India e Cina: lo sviluppo nella diversità di Romeo Orlandi
Le aziende italiane in India di Sauro Mezzetti
I nuovi equilibri della politica indiana di Sandro Gozi
La complessità del percorso democratico in India di Francesca Marino
Le comunità religiose dell’India di Mario Prayer
L’India e le sue minoranze di Antonio Menniti Ippolito
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La crisi e la sinistra europea di Salvatore Biasco
Dopo la crisi: riflessioni e prospettive di Vincenzo Visco
Società civile di Giuseppe Vacca
Napoleone Colajanni: un contributo misconosciuto di Matteo Lo Presti
Assistiamo, nel dibattito politico italiano, a una deriva populista e plebiscitaria alimentata dalla crisi di rappresentanza dei partiti, dall’allontanamento dei cittadini dalla sfera pubblica, dalla spettacolarizzazione del confronto politico.
Dopo dieci anni Italianieuropei diventa mensile e dedica il primo numero della nuova serie ai rapporti tra i poteri dello Stato nel nostro paese. Per questo numero sono disponibili online gli articoli di: Cesare Pinelli, Luciano Violante, Antonio Ingroia, Massimo Giannini e Sandro Gozi.
Il lavoro e le riflessioni di Napoleone Colajanni si caratterizzano per la capacità di analisi e di lettura del reale, al di là degli schieramenti e delle logiche di partito: a cinque anni dalla scomparsa, la sua preziosa eredità costituisce una ricchezza alla quale attingere per ripensare con coraggio al ruolo della sinistra nell’attuale congiuntura economica.
Nell’attuale legislazione la nomina dei vertici della RAI è controllata in modo preminente dal governo. Sebbene il Consiglio d’Europa abbia contestato a più riprese la legittimità di tale impostazione, per il momento non si rileva da parte delle forze politiche la volontà di cedere almeno parte del loro potere di controllo.
Benché Berlusconi e la destra abbiano esacerbato il dibattito sul potere giudiziario in Italia, è innegabile che negli ultimi tempi il potere della magistratura si sia accresciuto, rendendo imprescindibile un’assunzione di responsabilità da parte dei magistrati che ne preservi l’indipendenza dagli altri poteri.
In quale Stato di diritto viviamo e qual è il complessivo progetto di riforma istituzionale che si è delineato negli ultimi anni? È in atto un lucido disegno di riassetto dei poteri, accentrato nelle mani dell’esecutivo, che mira a essere un potere autonomo, affrancato dal controllo di legalità esercitato dalla magistratura e dall’opinione pubblica.
Le cronache degli ultimi mesi sono dominate dai risvolti politici e spesso anche personali del contrasto tra Berlusconi e Fini. Si tenta qui di identificare le radici istituzionali del contrasto – nient’affatto inedito – tra presidente del Consiglio e presidente della Camera e altresì di comprendere quali siano gli effetti, sempre sul piano istituzionale, della significativa evoluzione del ruolo dei presidenti di Assemblea registratasi nelle ultime legislature.
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