Cosa accomuna Grillo a Monti? Pur con tutte le innumerevoli differenze di stile e linguaggio, entrambi sono animati da un profondo disprezzo verso la politica di professione. È invece necessario recuperare anche in politica il senso del valore positivo dell’esperienza, e ristabilire un corretto rapporto tra politici e tecnici che sia rispettoso delle naturali gerarchie del sistema politico.
Con il netto rifiuto del nucleare da parte degli italiani, al governo resta l’obbligo di fissare obiettivi a lungo termine di politica energetica, guardando alle energie rinnovabili e alla competitività economica. Non sarà un compito facile, ma rimandare il problema significa mantenere l’Italia in uno stato di totale dipendenza energetica dall’estero.
Nell’ultimo decennio le produzioni italiane si sono trovate in significativa difficoltà nel nuovo scenario internazionale; il nostro tradizionale modello di specializzazione può essere migliorato: è tempo di discutere obiettivi, strumenti e caratteristiche di una nuova politica industriale.
La crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo segna l’inizio di un’epoca nuova della storia del mondo in cui l’azione politica assume, a ogni livello, una dimensione costituente. In ambito europeo si impone quindi la necessità di una nuova fase costituente che segni il superamento dell’Unione come emersa dal Trattato di Maastricht e il rilancio di un processo di integrazione basato sulla collaborazione fra le diverse famiglie politiche europee.
Quella della disaffezione generalizzata nei confronti della politica è una leggenda di successo, che trova solo conferme contraddittorie
nelle evidenze empiriche. Figlia di una concezione della democrazia come mercato, in cui gli elettori giudicano il prodotto più conveniente, tale leggenda anzitutto contrasta con la scarsa attenzione che i cittadini mediamente dedicano alla politica. Sedotta dalla spettacolarità dei media, la politica odierna ha inoltre cessato di promuovere il coinvolgimento dei cittadini. Infine, non solo i media fanno spettacolo delle difficoltà della politica, ma la politica stessa le esalta, rinunciando tra l’altro a prospettare uno stato diverso e migliore del mondo. Come stupirsi se pure i cittadini ripetono la leggenda della loro disaffezione?
In un’Europa in cui le leggi di mercato dominano l’economia, e quindi la politica, la recente crisi economica ha avuto l’effetto di destabilizzare la già fragile Unione. Per questo le istituzioni devono ritrovare la capacità di definire progetti e interventi che orientino l’economia: spetta alla politica essere lungimirante.
La crisi della politica nel nostro paese è crisi dei partiti politici. In primo luogo, di quelli che si collocano nella parte ideologica di centrosinistra e rappresentano le idealità democratiche in un senso che è comune a tutti i paesi a democrazia consolidata. È necessario tenere insieme ragioni nazionali e sovrannazionali, poiché la crisi attuale di progettualità politica è l’esito di una costellazione di fattori che sono difficilmente disaggregabili. Se in Italia la crisi della politica democratica è così pronunciata è perché alla crisi di progettualità è corrisposta anche una crisi strutturale e organizzativa, ovvero la scomparsa fisica dei partiti tradizionali della sinistra.
Da tempo governo e opposizioni sono alla ricerca di possibili soluzioni per arginare e superare la crisi economica; tuttavia, non sembrano cogliere l’occasione di cambiamento che essa porta con sé. È una crisi anzitutto strutturale, che impone di guardare oltre l’emergenza e tornare a fare politica.
Siamo alla vigilia di un voto che, con ogni probabilità, porrà fine a una intera fase della vita politica italiana ed europea. Al Partito Democratico guidato da Bersani il difficile compito di condurre il paese sulla strada della ricostruzione democratica, della ripresa economica, della lotta all’ingiustizia e alle disuguaglianze, fuori dal pantano del berlusconismo e verso una nuova stagione politica di segno progressista ed europeista.
Dietro al successo del Movimento 5 Stelle alle scorse amministrative si nasconde qualcosa di più delle capacità affabulatorie del comico genovese: la risposta che esso sembrava poter dare al desiderio della società civile di partecipare alle vicende della vita pubblica locale e nazionale. È sulla capacità di coinvolgimento dei cittadini che si sviluppa oggi il confronto politico, ed è su questo terreno che, grazie alle primarie, il Partito Democratico ha già registrato una prima importante vittoria.